Santorini un’antico esempio di architettura sostenibile e dell’arte dell’ingegno

Santorini è caratterizzata da molti villaggi tradizionali, dipinti di bianco, arroccati sulla vetta di imponenti dirupi alti dai 150 ai 300 metri. I paesaggi architettonici ci affascinano e contribuiscono alla sua bellezza, ma cosa li ha resi così caratteristici?

La ragione principale per cui gli abitanti scelsero zone lontane dal mare fu la paura dei pirati che terrorizzavano gli abitanti locali, lo scopo era rendere le case più difficili da individuare e da raggiungere.

Le caratteristiche principali di un villaggio di Santorini sono quelle di un tipico insediamento nelle isole cicladi: volumi solidi, piccole case dipinte di bianco, con porte e finestre blu, vicine tra loro, con muri spessi e poste in stradine molto strette.

Questo tipo di costruzione può essere spiegato per parecchi motivi: l’assenza di luoghi sicuri, la protezione dalle difficili condizioni climatiche (vento in inverno, e caldo intenso d’estate), una protezione dai numerosi pirati che esistevano in zona ed anche la scarsezza dei materiali da costruzione e lo spirito altamente comunitario delle società antiche.

Da un punto di vista architettonico, una delle più importanti caratteristiche della maniera di costruire case a Santorini sono le yposkafa. Una sorta di grotta scavata nella collina, essa costituiva il prolungamento della casa ed aveva la particolarità di mantenere costante la temperatura durante tutto l’anno.

La topografia e le tecniche di costruzione avevano infatti dato vita a queste strutture, scavate nella morbida ma solida cenere vulcanica: le loro facciate in muratura, infatti, possono sostenere bene un terrazzo o addirittura un sentiero. L’eccessiva esposizione al sole e al caldo rendeva necessari dei dispositivi di ombreggiatura che erano però troppo costosi o insufficienti , la protezione solare fu quindi fornita da edifici adiacenti o da pareti non fissate ai muri. Solo il comfort delle grotte di giorno costituiva un sollievo per gli antichi abitanti che le utilizzavano anche per cercare calore di inverno.

La maggiori difficoltà che gli abitanti trovavano erano legate al trasporto di materiali: gli unici mezzi disponibili erano infatti asini e muli, le regole fondamentali erano quindi il rispetto della terra e della stabilità e il riciclo dei materiali per evitare di trasportarne sempre di nuovi.

A contraddistinguere le costruzioni dell’Isola osserviamo le forme organiche che rispondono a vincoli ambientali al fine di utilizzare le risorse locali presenti: osserviamo scale ergonomiche simile a quelle delle navi, un minimalismo materiale per garantire uno spazio vitale sostenibile, materiali di prima necessità piuttosto che di scelta.

Il Neoclassicismo è evidente nei palazzi dei ricchi capitani, ovunque troviamo pietre laviche nere e rosse: la cenere vulcanica era per loro come il cemento: forte, economico, locale. Il legno era un lusso. Un’architettura di compressione con soffitti a volte sottili, che diventano a crociera nelle case ricche, e pareti spesse in ogni scala. I frequenti terremoti richiedevano norme antisismiche sulla geometria dell’edificio e gli elementi strutturali scelti sono spesso degli archi esterni che hanno arricchito la particolarità delle costruzioni.

In un Isola con poche piogge la raccolta dell’acqua piovana era assolutamente vitale, e questa necessità ha influenzato la pianta delle case: il prezioso liquido veniva raccolto e convogliato dai tetti e dalle terrazze in cisterne attraverso percorsi ben progettati.

L’architettura che oggi definiamo pittoresca e che tanto amiamo è, in realtà, il risultato di una lunga lotta per la sopravvivenza di molte generazioni che si sono ingegnati con i loro pochi mezzi e le risorse disponibili in modo realmente sostenibile. La gente del posto ha adattato la propria comodità e necessità alle condizioni presenti: assistiamo alla perfetta fusione dei quattro elementi (acqua, fuoco, terra e aria) con l’architettura minimalista.

Oggi, molte case tradizionali sono state restaurate e sono diventate belle ville o complessi alberghieri, il vero piacere sarà quello di vagare e cercare per l’Isola i numerosi esempi di architettura tipica che conservano ancora intatto il loro incanto e il loro ingegno!

Post inviato da Tiziana Troisi

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